“Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi del nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero di automobili arrugginite” (Italo Calvino, Le lezioni americane)

“Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi del nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero di automobili arrugginite” (Italo Calvino, Le lezioni americane)

2 notes

Tutto è portare a termine e poi generare. Lasciar compiersi ogni impressione, ogni germe di un sentimento dentro di sé nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione, e attendere, con profonda umiltà e pazienza, l’ora del parto di una nuova chiarezza: questo si chiama vivere da artista, nel comprendere come nel creare. Qui non si misura il tempo; maturare come l’albero, che non incalza la sua linfa e sta sereno nella tempesta di primavera, senza apprensione che l’estate non possa venire, perché l’estate viene: viene ai Pazienti che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro (Rainer Maria Rilke)

Tutto è portare a termine e poi generare. Lasciar compiersi ogni impressione, ogni germe di un sentimento dentro di sé nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione, e attendere, con profonda umiltà e pazienza, l’ora del parto di una nuova chiarezza: questo si chiama vivere da artista, nel comprendere come nel creare. Qui non si misura il tempo; maturare come l’albero, che non incalza la sua linfa e sta sereno nella tempesta di primavera, senza apprensione che l’estate non possa venire, perché l’estate viene: viene ai Pazienti che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro (Rainer Maria Rilke)

2 notes

“È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure” (Italo Calvino, Le città invisibili).

“È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure” (Italo Calvino, Le città invisibili).

4 notes

Gli altri sono lo specchio del nostro destino, di quello che avremmo potuto essere o diventare, se un dio capriccioso non ci avesse disposto in questa parte dell’emisfero dove si sta incolumi né per merito né per stato di grazia. La solidarietà è un atto dell’immaginazione dove trasformiamo l’infelicità altrui nella nostra infelicità, e la sofferenza di quei corpi in quella dei nostri ancora illesi. Senza tutto questo, l’anima altrui è solo tenebra ed è inutile anche solo il pensiero di parlarci. E non c’è nessun paradiso che possa contenerci.

Gli altri sono lo specchio del nostro destino, di quello che avremmo potuto essere o diventare, se un dio capriccioso non ci avesse disposto in questa parte dell’emisfero dove si sta incolumi né per merito né per stato di grazia. La solidarietà è un atto dell’immaginazione dove trasformiamo l’infelicità altrui nella nostra infelicità, e la sofferenza di quei corpi in quella dei nostri ancora illesi. Senza tutto questo, l’anima altrui è solo tenebra ed è inutile anche solo il pensiero di parlarci. E non c’è nessun paradiso che possa contenerci.

Come solo sanno fare i grandi, ha parlato di tutto: la strada scelta e il dubbio che ci impedisce di percorrerla, la fragilità dell’amore e del desiderio, gli atti semplici, quotidiani che lievemente ci consumano, le piccole gioie del cuore attraversate senza sapere, i dilemmi della ragione che non ci risparmiano l’errore e la paura…e alle nostre spalle un ”raggio verde” dove tutta la chiarezza sta ignara e lontana da noi. A Eric Rohmer.

3 notes

“Nella vita quotidiana non ci capiamo mai, non esistono né completa chiarezza né completa fiducia. Ci conosciamo approssimativamente, attraverso segni esteriori, e questi servono a sufficienza per la basi della socialità e persino per l’intimità. Ma le persone in un romanzo possono essere completamente comprese dal lettore, se l’autore lo desidera; la loro vita interiore può essere espressa come la loro vita esteriore…ci è stato detto su di loro tutto ciò che può essere detto; perfino se sono imperfetto o irreali, non hanno segreti per noi, mentre i nostri amici si, e devono averne, essendo la reciproca segretezza una delle condizione dell’esistenza in questo pianeta” (“Aspetti del romanzo” di Edward Morgan Forster)

“Nella vita quotidiana non ci capiamo mai, non esistono né completa chiarezza né completa fiducia. Ci conosciamo approssimativamente, attraverso segni esteriori, e questi servono a sufficienza per la basi della socialità e persino per l’intimità. Ma le persone in un romanzo possono essere completamente comprese dal lettore, se l’autore lo desidera; la loro vita interiore può essere espressa come la loro vita esteriore…ci è stato detto su di loro tutto ciò che può essere detto; perfino se sono imperfetto o irreali, non hanno segreti per noi, mentre i nostri amici si, e devono averne, essendo la reciproca segretezza una delle condizione dell’esistenza in questo pianeta” (“Aspetti del romanzo” di Edward Morgan Forster)

5 notes

Essere creativi, essere indipenenti

3 notes

«Tu vuoi andare nel mondo e ci vai a mani vuote, con la promessa di una libertà che gli uomini, nella loro semplicità, nella loro debolezza e nel disordine che è insito nella loro natura, non possono neppure concepire, della quale hanno paura e terrore, giacché nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l’uomo e per la società umana! Io ti dico che non c’è per l’uomo preoccupazione più tormentosa di quella di trovare qualcuno al quale restituire, al più presto possibile, quel dono della libertà che, povero disgraziato, ha avuto al momento di nascere. Tu hai scelto tutto quello che c’è di più insolito, di più problematico, hai scelto tutto quello che era superiore alle sorte degli uomini, e perciò hai agito come se tu non li amassi punto. E chi è che ha agito così? Colui che era venuto a dare per loro la sua vita! Invece di impadronirti della libertà umana, l’hai moltiplicata, e hai oppresso per sempre col peso dei suoi tormenti il regno spirituale dell’uomo. […] Se tu lo avessi stimato meno, gli avresti anche chiesto di meno, e questa sarebbe stata una cosa più vicina all’amore…». (Fedor Dostoevskij da “I fratelli Karamazov”)Aggiungi una didascalia«Tu vuoi andare nel mondo e ci vai a mani vuote, con la promessa di una libertà che gli uomini, nella loro semplicità, nella loro debolezza e nel disordine che è insito nella loro natura, non possono neppure concepire, della quale hanno paura e terrore, giacché nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l’uomo e per la società umana! Io ti dico che non c’è per l’uomo preoccupazione più tormentosa di quella di trovare qualcuno al quale restituire, al più presto possibile, quel dono della libertà che, povero disgraziato, ha avuto al momento di nascere. Tu hai scelto tutto quello che c’è di più insolito, di più problematico, hai scelto tutto quello che era superiore alle sorte degli uomini, e perciò hai agito come se tu non li amassi punto. E chi è che ha agito così? Colui che era venuto a dare per loro la sua vita! Invece di impadronirti della libertà umana, l’hai moltiplicata, e hai oppresso per sempre col peso dei suoi tormenti il regno spirituale dell’uomo. […] Se tu lo avessi stimato meno, gli avresti anche chiesto di meno, e questa sarebbe stata una cosa più vicina all’amore…». (Fedor Dostoevskij da “I fratelli Karamazov”)

«Tu vuoi andare nel mondo e ci vai a mani vuote, con la promessa di una libertà che gli uomini, nella loro semplicità, nella loro debolezza e nel disordine che è insito nella loro natura, non possono neppure concepire, della quale hanno paura e terrore, giacché nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l’uomo e per la società umana! Io ti dico che non c’è per l’uomo preoccupazione più tormentosa di quella di trovare qualcuno al quale restituire, al più presto possibile, quel dono della libertà che, povero disgraziato, ha avuto al momento di nascere. Tu hai scelto tutto quello che c’è di più insolito, di più problematico, hai scelto tutto quello che era superiore alle sorte degli uomini, e perciò hai agito come se tu non li amassi punto. E chi è che ha agito così? Colui che era venuto a dare per loro la sua vita! Invece di impadronirti della libertà umana, l’hai moltiplicata, e hai oppresso per sempre col peso dei suoi tormenti il regno spirituale dell’uomo. […] Se tu lo avessi stimato meno, gli avresti anche chiesto di meno, e questa sarebbe stata una cosa più vicina all’amore…». (Fedor Dostoevskij da “I fratelli Karamazov”)Aggiungi una didascalia«Tu vuoi andare nel mondo e ci vai a mani vuote, con la promessa di una libertà che gli uomini, nella loro semplicità, nella loro debolezza e nel disordine che è insito nella loro natura, non possono neppure concepire, della quale hanno paura e terrore, giacché nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l’uomo e per la società umana! Io ti dico che non c’è per l’uomo preoccupazione più tormentosa di quella di trovare qualcuno al quale restituire, al più presto possibile, quel dono della libertà che, povero disgraziato, ha avuto al momento di nascere. Tu hai scelto tutto quello che c’è di più insolito, di più problematico, hai scelto tutto quello che era superiore alle sorte degli uomini, e perciò hai agito come se tu non li amassi punto. E chi è che ha agito così? Colui che era venuto a dare per loro la sua vita! Invece di impadronirti della libertà umana, l’hai moltiplicata, e hai oppresso per sempre col peso dei suoi tormenti il regno spirituale dell’uomo. […] Se tu lo avessi stimato meno, gli avresti anche chiesto di meno, e questa sarebbe stata una cosa più vicina all’amore…». (Fedor Dostoevskij da “I fratelli Karamazov”)

3 notes

“C’è gente che pensa che i figli si facciano in un giorno, però ci vuole tempo, molto, per questo è così terribile vedere il sangue di un figlio versato per terra. Un ruscello che scorre per un minuti eppure a noi è costato anni. Quando ho scoperto mio figlio giaceva lì, in mezzo alla strada. Ho immerso le mani nel sangue e le ho leccate con la lingua, perché era mio, gli animali li leccano no? Non mi disgusta mio figlio, tu non lo sai cosa sia. In una custodia di cristallo e topazio metterei la terra imbevuta del suo sangue…”(Huma Rojo, “Tutto su mia madre” di Pedro Almodovar)

“C’è gente che pensa che i figli si facciano in un giorno, però ci vuole tempo, molto, per questo è così terribile vedere il sangue di un figlio versato per terra. Un ruscello che scorre per un minuti eppure a noi è costato anni. Quando ho scoperto mio figlio giaceva lì, in mezzo alla strada. Ho immerso le mani nel sangue e le ho leccate con la lingua, perché era mio, gli animali li leccano no? Non mi disgusta mio figlio, tu non lo sai cosa sia. In una custodia di cristallo e topazio metterei la terra imbevuta del suo sangue…”(Huma Rojo, “Tutto su mia madre” di Pedro Almodovar)

4 notes

“Noi vediamo, come si dice, secondo l’educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad “aspettarci” di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti. Guardate gli oggetti di fronte, da sinistra, da destra. Osservate come le loro dimensioni crescano mentre vi avvicinate, come essi si compongano e ricompongano quando vi spostate lateralmente. Gradualmente appaiono i rapporti tra gli oggetti, che talvolta si fissano in modo definitivo. E’ questa la vostra fotografia” (Aaron Siskind).

“Noi vediamo, come si dice, secondo l’educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad “aspettarci” di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti. Guardate gli oggetti di fronte, da sinistra, da destra. Osservate come le loro dimensioni crescano mentre vi avvicinate, come essi si compongano e ricompongano quando vi spostate lateralmente. Gradualmente appaiono i rapporti tra gli oggetti, che talvolta si fissano in modo definitivo. E’ questa la vostra fotografia” (Aaron Siskind).

3 notes